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Emorroidi



I sintomi e la loro intensità variano a seconda che le emorroidi siano interne o esterne.

I principali sintomi sono:

  • sanguinamento
  • dolore
  • edema
  • congestione
  • prolasso
  • prurito anale
  • perdite muco-sierose
  • sensazione di fastidio anale

Col tempo la malattia progredisce e i cuscinetti emorroidari fuoriescono al momento della defecazione: in una prima fase rientrano spontaneamente al termine della defecazione, mentre ad uno stadio più avanzato è necessario riposizionarli manualmente all'interno dell'ano.

Infine,  nello stadio più grave della malattia,  i cuscinetti emorroidari restano all'esterno permanentemente e in questi casi si parla di emorroidi prolassate. Le emorroidi prolassate sono soggette a frequenti complicazioni tra cui la formazione di coaguli al loro interno (trombosi emorroidaria).

Inoltre,  i sintomi della  malattia emorroidaria possono variare in relazione alle concomitanti condizioni fisiche del paziente (ad esempio, gravidanza,  presenza di stipsi, diarrea), o a suoi particolari cambiamenti di stile  di vita (variazioni nella dieta o di condizioni di lavoro,sforzi ripetuti, viaggi ecc.).

Tali sintomi possono andare incontro a periodi di remissione o di peggioramento.

Sanguinamento

Il sanguinamento è uno dei  principali sintomi delle emorroidi interne; il sangue delle emorroidi è rosso brillante e compare dopo la defecazione; inizialmente le perdite sono lievi ed il paziente macchia la carta igienica oppure il sangue macchia le feci; vi può essere sanguinamento anche dopo diarrea, per irritazione del canale anale.

Nel caso di emorroidi di  grado avanzato (III e IV grado), il sanguinamento della mucosa prolassata può essere continuo e costringere il paziente all'uso del pannolino. Questi soggetti avranno, dunque, un'anemia sideropenica microcitica, cioè da carenza di ferro (sideremia bassa) e globuli più piccoli.

Si stima che circa il 10% della popolazione adulta (tra i 25 e i 65 anni) abbia avuto un sanguinamento rettale sintomatico e di piccola entità.

Le cause più frequenti di sanguinamento rettale (fonte: Nicholls 1985) sono:

  • Lesione perianale: 7%
  • Ragade anale: 18%
  • Emorroidi: 54%
  • Lesione neoplastica: 6,5%
  • Malattia infiammatoria: 5%
  • Alterazioni del transito intestinale: 3,5%
  • Altre: 3%
  • Non identificate: 3%

Dolore

Solitamente le emorroidi interne non sono dolenti. Nella maggior parte dei casi un intenso dolore anale è da associare ad una ragade acuta, meno frequentemente ad un ascesso ano-rettale, ad una varice perianale trombizzata o ad emorroidi interne prolassate e trombizzate. In tali casi il dolore, o l'accentuarsi dello stesso, è associato alla defecazione.

Prolasso

L'aumento di volume di uno o tutti i cuscinetti emorroidari, con il concomitante cedimento del tessuto connettivo di sostegno, determina lo scivolamento delle emorroidi nel canale anale e la loro fuoriuscita durante la defecazione, causando il prolasso emorroidario. Il prolasso può ridursi spontaneamente (II grado) o richiedere una riduzione manuale (III grado), oppure essere addirittura irriducibile (IV grado).

Talvolta la condizione di congestione e prolasso può verificarsi anche se si passano periodi prolungati in posizione eretta. Questa situazione si associa, generalmente,  ad una sensazione di fastidio o di pesantezza e congestione a livello anale e perianale.

Spesso coesistono perdite muco-sierose e prurito anale secondario alla conseguente dermatite.

Dall'entità del prolasso dipende in larga misura la scelta del trattamento terapeutico, tanto che la classificazione vigente è in realtà la classificazione del prolasso emorroidario. La valutazione del prolasso  deve essere quindi estremamente precisa ed effettuata sia a riposo che sotto ponzamento (sforzo defecatorio).

Il trattamento della malattia emorroidaria deve essere preceduto da una accurata valutazione clinica, dal momento che oggi esiste un'ampia gamma di opzioni terapeutiche che permettono di scegliere, a seconda della gravità della patologia e dei sintomi, tra trattamenti di tipo medico, ambulatoriale o chirurgico.




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